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L'impegno politico e civile è un valore da perseguire?
MessaggioInviato: Gio Apr 13, 2006 12:17 am Rispondi citando
robroc
Registrato: 30/03/05 22:41
Messaggi: 2




Questa sera sono reduce dall'assemblea realizzata da un certo partito per raccogliere le candidature per il Consiglio del Municipio.

Eh già. Chi pensa di essersi liberato dalla chiassosa ed invasiva "campagna elettorale" dovrà ricredersi! Un pò di tempo per riprendersi dall'emozioni del testa a testa elettorale della Camera e del Senato del 9 e 10 aprile, e subito il grande circo della politica tornerà ad imperversare con le elezioni amministrative.

Mi ricordo di aver visto in un film un parco di Londra nel quale chiunque avesse bisogno di rivolgersi ad un pubblico (anche immaginario!) poteva portarsi una panchetta, sistemarla per bene dove riteneva più opportuno, e finalmente cominciare la sua oratoria per divulgare le sue più profonde convinzioni. A Roma, vicino a piazza Navona, ancora è ben presente la statua parlante del Pasquino che consentiva, senza troppo rischiare, di parlar male anche del Papa, nei tempi in cui Castel Sant'Angelo veniva utilizzato a dovere.

Insomma, cercare spazi nei quali esporre la propria favella è stato o no una ricerca costante che ha caratterizzato gli umani un pò dovunque, un pò dappertutto, anche un pò indietro negli anni? Ed anche oggi, questo "forum", sarà nato esso stesso per corrispondere a questa vocazione o no? ..... nel caso di una risposta positiva e se qualcuno ha ancora voglia di continuare a pensare che forse è opportuno non tirarsi indietro dai luoghi dell'incontro, magari anche quelli più ostici, dove si confrontano gli attori del circo della politica, allora "incollo" un documento dell'AGESCI che ben potrebbe contribuire ad "armare d'impegno" chi pensa che partecipare all'amministrazione della cosa pubblica sia cosa da lasciare ai soliti addetti ai lavori:

Questa sera, cari ragazzi della CoCa, mi siete mancati......ciao. robroc
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Roma,18dicembre2005

ICARE…ANCORA

Documento del Consiglio Nazionale dell’Agesci in riferimento al momento politico attuale

“Stasera ho provato a mettere un disco di Beethoven,
per vedere se posso ritornare al mio mondo e alla mia razza
e sabato far dire a Rino: “Il priore non riceve, perché sta ascoltando un disco…
Volevo anche scrivere sulla porta: “I don’t care più”,
ma invece me ne “care” ancora molto.”

Don Lorenzo Milani Lettera a Francuccio Gesualdi
Come Consiglio Nazionale dell’AGESCI, a partire dalla nostra sensibilità educativa, sentiamo il desiderio di esprimere alcune considerazioni riguardo all’attuale situazione politica italiana, in quanto essa coinvolge i nostri ragazzi, le loro famiglie ed il futuro stesso del nostro paese. Negli anni l’Associazione ha riflettuto molto sul rapporto tra educazione e politica, ed il documento del Consiglio Generale 1988 “Impegno politico e civile” non solo mantiene tuttora la sua validità, ma rimane profetico richiamando l’utilità di:
- esprimersi prioritariamente su problemi che interpellano da vicino i nostri ragazzi, le famiglie, la situazione
che essi vivono a scuola e nella società per allargarsi via via agli altri fatti della vita che comunque
interpellano la nostra coscienza di cristiani, cittadini attivi ed educatori per evidenziarne con preferenza la
portata educativa o diseducativa;
- orientarsi nella presentazione di esigenze o anche di soluzioni generali e non troppo specifiche;
- orientarsi comunque sulla presentazione di contributi originali senza fermarci alla semplice firma di
documenti redatti da altri;
- verificare se su quel tema c’è un’esperienza con i ragazzi e quindi una riflessione associativa ampia e con
risultati omogenei;
- verificare se la “presa di posizione” può innescare un dialogo fecondo con l’ambiente circostante, tale
quindi da favorire e non da ostacolare l’azione direttamente educativa;
- verificare come la presa di posizione può essere discussa e verificata all’interno dell’Associazione.

A tal proposito diventa illuminante una riflessione contenuta in una tesi preparatoria della Route nazionale delle Comunità Capi del 1997 ai Piani di Verteglia che indica come “…sia i valori, ma innanzitutto le esperienze ed il clima proposti nella vita scout comportino una formazione all’esercizio della cittadinanza, ma questo richiede una qualità della proposta educativa non sempre facile da ottenere nella attuale situazione sociale e culturale, nella quale i capi stessi sono incerti e faticano ad utilizzare il metodo come esperienza effettivamente educativa…” ed ancora “…la sensibilità e l’esperienza educativa comportano un approfondimento della capacità critica di lettura della situazione dei ragazzi e dei giovani, delle politiche messe in atto in riferimento a loro ma anche a tutti gli altri settori della vita sociale che vanno ad incidere sulle opportunità e sui valori loro proposti….”.
Ne consegue che la politica e la situazione sociale non sono ininfluenti rispetto alla nostra proposta educativa, ma anzi incidono fortemente sulla sua efficacia.
Fa parte, inoltre, della storia della nostra Associazione l’adesione ad organismi congiunti (quali ad esempio la Tavola della Pace, il Forum del Terzo Settore, il Forum dei Giovani…..). Ciò diventa occasione di incontro con altre sensibilità, di prese di posizione e di visibilità esterna. Tuttavia ci sembra importante in questo momento esprimere anche il nostro originale approccio all’idea di “buon cittadino” propria del metodo scout. L’obiettivo ultimo dell’educazione scout è ben rappresentato dall’idea di “donna e uomo della partenza”, intendendo con tale concetto una persona capace di prendere in mano la propria vita, di assumersi responsabilità nei confronti di se stesso e degli altri, di farsi carico delle necessità della comunità con spirito critico, con progettualità e con uno stile di servizio.
Il contesto sociale e politico di oggi ci sembra spesso non contribuisca alla costruzione di tale modello di persona.
Riscontriamo infatti alcune emergenze che sempre più e con forza interferiscono con la nostra vita quotidiana e il nostro modo di intendere le relazioni sociali e l’appartenenza alla comunità civile:
una mentalità che ha smarrito il senso dello Stato e che lo intende a volte semplicemente come erogatore di servizi da rivendicare e non come luogo di identificazione e di appartenenza; una politica che spesso appare alla gente comune come esercizio del potere per prevalenti interessi personali o corporativi o al massimo come assistenzialismo, che lede la dignità personale; una politica che esce dai luoghi istituzionali e rischia di perdere la sua valenza di partecipazione e di rappresentanza; una modalità di governo delle amministrazioni locali che rischiano di essere legate maggiormente a gestioni
personalistiche più che a progettazioni in tempi lunghi; la fatica ad individuare luoghi di dibattito, di confronto, di elaborazione del pensiero politico; una conflittualità e una litigiosità che non contribuiscono a costruire il consenso e a trovare soluzioni risolutive dei
problemi del paese; la mancanza di ideali forti, sostituita da una mentalità consumistica e da una ricerca di risposte immediate a falsi
bisogni indotti; l’illusione di facili arricchimenti mediante un uso spregiudicato dei meccanismi economico finanziari; una condizione giovanile caratterizzata dalla precarietà del presente e dal disorientamento rispetto al futuro un mondo adulto non sempre capace di proporre e testimoniare valori autentici e accompagnare verso scelte
autonome e significative.
Sulla base di quest’analisi è emersa in Consiglio Nazionale l’esigenza di rimettere a fuoco il nostro impegno di educazione al senso civile e politico, a partire dal nostro Patto Associativo. E’ un impegno che proponiamo anche alla società civile e al mondo della politica, nella consapevolezza che la sua condivisione possa rendere più efficace la nostra azione educativa.
“Ci impegniamoa qualificare la nostra scelta educativa in senso alternativo a quei modelli di comportamento della società attuale che avviliscono e strumentalizzano la persona, come il prevalere dell'immagine sulla sostanza, le spinte al consumismo, il mito del successo ad ogni costo, che si traduce spesso in competitività esasperata”. (Patto Associativo) Pertanto “ci sta a cuore”
un’attenzione al mezzo televisivo e ai mass media in genere, al fine di dare spazi adeguati a programmi culturali e di contenuto educativo ed alle iniziative di impegno sociale della popolazione giovanile una televisione pubblica che presenti modelli positivi di persona e di famiglia e contrasti o superi i modelli superficiali, ma apparentemente vincenti.
“Ciimpegniamoad educare al discernimento e alla scelta, perché una coscienza formata è capace di autentica
libertà”. (Patto Associativo)
Pertanto “ci sta a cuore”

- una scuola che non punti esclusivamente alla formazione tecnica, ma sappia privilegiare lo sviluppo della
persona e la valorizzazione delle sue potenzialità, favorendone la capacità critica;
- una scuola capace di accoglienza anche di giovani provenienti da altri paesi e quindi in grado di mettersi
al servizio di una società multiculturale, favorendo l’integrazione delle diversità;
- la volontà di costruire nei giovani una cittadinanza europea, favorendo con supporti economici e lavorativi
lo scambio culturale con giovani di altri paesi e le esperienze di studio e di lavoro all’estero;
- un’università che non sia nozionistica, ma capace di dare cultura e stimoli alla ricerca, su tutto il territorio
nazionale;
- un’informazione libera e pluralista, accessibile a tutti, che permetta una lettura critica della realtà e il
conseguente formarsi di libere opinioni personali.

“Ci impegniamoa rifiutare decisamente, nel rispetto delle radici storiche e delle scelte democratiche e
antifasciste espresse nella Costituzione del nostro Paese, tutte le forme di violenza, palesi ed occulte, che hanno
lo scopo di uccidere la libertà e di instaurare l'autoritarismo e il totalitarismo a tutti i livelli, di imporre il diritto del
forte sul debole, di dare spazio alle discriminazioni razziali”. (Patto Associativo)
Pertanto “ci sta a cuore” -una politica interna di accoglienza e di inclusione sociale, in particolare verso le famiglie e i giovani, capace di riconoscere sempre la dignità delle singole persone e di favorire spazi ed occasioni di confronto e condivisione; -il rispetto per la Costituzione del nostro Paese, per la difesa dei valori di unitarietà dello Stato secondo il principio di sussidiarietà e di tutela dei cittadini, in particolare delle fasce più deboli; -una politica che stimoli e favorisca uno stile di partecipazione attiva dei cittadini, in particolare dei giovani e nelle realtà locali, in modo da sviluppare un reale senso di corresponsabilità e di interesse per il bene comune.
“Ciimpegniamoa spenderci particolarmente là dove esistono situazioni di marginalità e sfruttamento, che non
rispettano la dignità della persona, e a promuovere una cultura della legalità e del rispetto delle regole della
democrazia”. (Patto Associativo)
Pertanto “ci sta a cuore” -una politica capace di offrire opportunità concrete di promozione umana e di crescita delle relazioni culturali ed educative per i giovani nelle aree metropolitane periferiche ed in quelle ad alto rischio di criminalità; -la scelta concreta di incentivare e promuovere nei giovani un interesse sociale verso la collettività tramite il volontariato e le esperienze di servizio civile, ponendo attenzione al fatto che questo strumento rimanga elemento di diffusione di una cultura della prossimità e non si trasformi in un’occasione di “primo impiego”; -una priorità data ad iniziative nelle scuole che diffondano, anche con azioni concrete, la cultura della legalità, della giustizia e del senso dello Stato, inteso come rispetto delle leggi, cittadinanza attiva e consapevole, impegno a superare le disuguaglianze sociali; -un’attenzione privilegiata alle realtà del nostro paese maggiormente insidiate da fenomeni di carattere mafioso, supportando e incoraggiando le iniziative locali di lotta alla criminalità organizzata, spesso portate avanti proprio da giovani.
“Ciimpegniamoa formare cittadini del mondo ed operatori di pace, in spirito di evangelica nonviolenza, affinché il dialogo ed il confronto con ciò che è diverso da noi diventi forza promotrice di fratellanza universale”. (Patto Associativo) Pertanto “ci sta a cuore”
- un impegno volto a valorizzare gli organismi internazionali come strumento di sostegno alle politiche di
sviluppo e di pace nel mondo;
- un utilizzo delle nostre Forze Armate all’estero limitato a missioni di pace individuate come realmente tali
dalle Nazioni Unite;
- un’attenzione affinché l’Europa non sia solo un’entità economica, ma rappresenti un’aggregazione di
popoli e di persone, al fine di favorire reti di relazioni tra i paesi dove le distinzioni culturali siano ricchezza
e non segno di divisione.

“Ci impegniamoa promuovere la cultura, le politiche ed i comportamenti volti a tutelare i diritti dell'infanzia”.
(Patto Associativo)
Pertanto “ci sta a cuore”

-la difesa della vita umana, intesa come un dono affidato alla responsabilità dell’uomo, ma non nella sua esclusiva disponibilità; -una politica della famiglia, intesa come unità base della convivenza civile, capace di interventi strutturali
per favorirne fattivamente il sostegno e l’educazione dei figli; -una politica della natalità con incentivi concreti e continuativi nell’interesse delle madri lavoratrici; -una politica di tutela dell’infanzia che incoraggi la nascita di aggregazioni volontarie e cooperative di
servizi sociali che si occupino della popolazione infantile; -un contributo concreto alla genitorialità consapevole, attraverso il supporto e il sostegno alle famiglie; -l’istituzione di un Dipartimento per le politiche giovanili che sviluppi e sostenga una politica complessiva
con azioni concrete a favore dei giovani.
“C iimpegniamoa vivere e promuovere una cultura di responsabilità verso la natura e l'ambiente, coscienti che i beni e le risorse sono di tutti, non sono illimitati ed appartengono anche alle generazioni future”. (Patto Associativo) Pertanto “ci sta a cuore”
-una politica di sviluppo urbanistico che tenga in considerazione le esigenze di ecocompatibilità, di spazi verdi per le famiglie ed i bambini e contrasti la speculazione edilizia come reato grave verso la comunità; -lo sviluppo di fonti d’energia rinnovabili, ampliando e potenziando la rete dei trasporti pubblici, compatibilmente con la salvaguardia del territorio; -la promozione di campagne di educazione alla raccolta differenziata e di minor produzione di rifiuti,
coinvolgendo i giovani come animatori delle iniziative; -una politica dell’acqua che consideri tale bene come un bene prezioso, patrimonio di tutta la collettività; -l’utilizzo del verde non come museo, ma come luogo di valorizzazione del rapporto responsabile
uomo/ambiente con il coinvolgimento dei giovani come animatori di iniziative.
“Ci impegniamoa sostenere nella quotidianità e a promuovere nell'azione educativa iniziative di equa
redistribuzione delle risorse e scelte di economia etica”. (Patto Associativo)
Pertanto “ci sta a cuore”

-una politica di sviluppo delle reti di commercio alternativo, di commercializzazione diretta “dal produttore al consumatore”, sia internazionale che nazionale; -la creazione di iniziative finanziarie che permettano un accesso al credito per le iniziative di imprenditorialità diffusa, in particolare per quelle avviate dai giovani.
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MessaggioInviato: Mer Apr 26, 2006 9:01 pm Rispondi citando
Darrol
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Caro Robroc,
grazie per i "ragazzi" della Coca soprattutto a nome degli over 40.
Ieri sera a CoCa, abbiamo letto la tua riflessione sul Forum e ci siamo soffermati a discuterne.
Siamo d'accordo con te sul fatto che dopo il risultato al "fotofinish" delle politiche , il palinsesto della politica ci offre subito altre ghiotte occasioni con le amministrative.
Siamo d'accordo con te anche sulla conclusione "questa sera, mi siete mancati...".
Sul resto, caro Roberto, non lo siamo e allo stupore iniziale è seguita una certa perplessità.
Crediamo infatti che la sera che sei venuto a farci visita, sia stata una serata da te equivocata.
E' chiaro che quando si ha la tua passione ed il tuo modo così autentico di coinvolgere si può facilmente correre il rischio di dare per scontati alcune realtà.
Un conto è presentare ciò che tu stai facendo impegnandoti nella politica attiva e magari aggiungendo "chi mi ama mi segua...";
un altro conto è chiedere a noi di impegnarci in prima persona in una lista di partito.
Quella sera eri particolarmente coinvolto ed emozionato ma ti è sfuggita la parte propedeutica e relativa ad un gruppo di gente -noi -che da anni esercita il proprio voto, ha dei convincimenti valoriali e politici, ha una propria storia politica che in alcuni casi viene da lontano, ha fatto delle scelte.
Ti è sfuggito di chiederci o di conoscere -magari prima - l'orientamento politico delle persone che compongono la CoCa.
Una seconda riflessione che vogliamo condividere con te è che per noi Capi Agesci, il fare servizio educando i ragazzi è una precisa scelta politica.
La dimensione che tu hai tratteggiato, ricordando i molti documenti sull'argomento prodotti sia dall'Associazione sia da noi stessi, relativi al coinvolgimento, alla partecipazione nell'amministrare la cosa pubblica, è stata lungamente elaborata e discussa dall'Agesci soprattutto nel corso degli ultimi anni.
Diversi capi hanno scelto la strada che tu ci hai proposto, in molti partiti; ma tutti hanno lasciato il proprio servizio con i ragazzi, in coerenza con la sensibilità e l'attenzione richiesta dall'Associazione e dalle sue strutture periferiche.E' evidente che tali scelte personali, non possono prestarsi nè a strumentalizzazioni politiche nè a ricadute su quell'autonomia che l'Agesci ha sempre conservato.
Ad un recente Convegno è stato detto da un autorevole esponente di Confindustria -" Gli scout sanno governare"; riassumendo il percorso educativo che lo scautismo propone e che sovente si concretizza in uomini e donne ai quali vengono affidate responsabilità della cosa pubblica.
E' vero, ma sono le scelte che fanno la differenza: se accetto di fare politica in un partito, la mia uniforme scout non può seguirmi.

Con affetto e alla prossima

La Comunità Capi
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MessaggioInviato: Sab Apr 29, 2006 11:27 am Rispondi citando
robroc
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Messaggi: 2




Ricapitolando........ho chiesto di incontrarvi per mettervi al corrente, nei limiti di un regolamento che prevedeva scadenze (purtroppo) a ridosso di elezioni politiche, che avrei potuto raccogliere l’adesione di chi fra di voi avesse voluto candidarsi per l’amministrazione municipale. L’ho chiesto facendo il nome del partito che avrebbe ospitato l’eventuale candidatura. Ho cercato di spiegare la motivazione che mi conduceva a farvi questa proposta: la certezza che nel Consiglio municipale, che orienta l’azione amministrativa del municipio (ex circoscrizione), la presenza anche di uno solo che si fosse già speso nello scautismo, avrebbe potuto elevarne il livello di qualità. Nel discorso, ad elevato livello di sudorazione, ho cercato di evitare una contrapposizione di appartenenza partitica (ho sottovalutato che a ridosso di un elezione politica non poteva non essere accennata) per sottolineare che la “partecipazione” di esponenti che operano nel volontariato, e quindi animati da quel senso civico di cui spesso si lamenta la carenza, sia necessaria nei luoghi dove si operano le scelte per la buona amministrazione. Evidentemente la mia proposta era indirizzata non al gruppo scout ma a chi fra di voi avesse valutato coerente spendere il proprio impegno con la sigla ospitante. Mauro era al corrente della mia intenzione di esporvi la proposta. Loredana, anch’essa al corrente, mi ha dato l’ora per consentirmi l’incontro. Immagino che se vi fossero state controindicazioni alla mia comparsa me le avrebbero fatte presenti. Sia gli over che gli under 40 spero condividano che quando un cittadino si siede su uno scranno, anche modesto, a rappresentare l’interesse della cittadinanza e comunque ad operare per la collettività, sia buon esercizio di stile lasciare nell’armadio l’uniforme (non alla stesso modo si può dire per quei principi che l’uniforme ha contribuito a consolidare nella persona). E’ la buona premessa per esportare i valori maturati. Mi spiace di aver contrariato, a quanto pare, la vostra sensibilità. Tanto meno voleva essere una provocazione l’aver richiamato, conclusisi i tempi di un’eventuale risposta positiva alla mia proposta, i documenti dell’organizzazione sul tema della partecipazione. Vi ringrazio comunque per l’attenzione che avete potuto dedicare alla questione e rimango convinto che l’attenzione che si dedica all’esercizio della cittadinanza (al contrario di discussioni sull’aderenza o meno ad un partito) è sempre ben spesa. Ciao agli over e agli under. robroc
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